Dal Canossa al futuro: cinque storie di ex alunni che hanno in comune il punto di partenza

Dal Canossa al futuro: cinque storie di ex alunni che hanno in comune il punto di partenza
Dal Canossa al futuro: cinque storie di ex alunni che hanno in comune il punto di partenza

Ogni percorso scolastico lascia un segno, ma è il modo in cui accompagna gli studenti verso il loro futuro a raccontarne davvero il valore. 

Per questo abbiamo dato voce a cinque ex alunni dell’Istituto Matilde di Canossa di Como che, oggi, stanno costruendo il proprio progetto di vita tra università, lavoro e nuove sfide.

Attraverso questa intervista, curata da La Provincia di Como, ripercorriamo insieme le loro esperienze: dalle motivazioni che li hanno portati a scegliere il Canossa alle opportunità che si sono aperte dopo il diploma, passando per i ricordi, le competenze acquisite e i consigli rivolti a chi si appresta a scegliere il proprio percorso di studi.

Cinque testimonianze diverse, accomunate da un punto di partenza: un percorso formativo che ha contribuito a costruire le basi del loro futuro.

A loro sono state rivolte quattro domande ecco cosa ci hanno risposto

L'intervista

Iniziamo con Nicole Fregapane

Diplomata nell’anno scolastico 2018/2019. Oggi è psicologa e specializzanda in Psicoterapia. Attualmente lavora come Consulente Risorse Umane, occupandosi principalmente di selezione, formazione e sviluppo.

Com’è stato il tuo percorso alle Canossiane di Como e quali ricordi o esperienze ti sono rimasti più impressi degli anni di scuola?

Domanda difficile, perché potrei parlarne per ore. Ho frequentato le Canossiane dal primo anno di asilo fino alla maturità (ho frequentato il liceo delle Scienze Umane). Scherzavo sempre dicendo che, se avessero costruito un altro piano, avrei fatto lì anche l’università. Le Canossiane mi hanno vista crescere. Ogni passaggio di piano, dall’asilo alle elementari, dalle medie alle superiori, rappresentava un nuovo traguardo ma anche un nuovo inizio.

Per questo, quando ripenso a quegli anni, ciò che mi viene subito in mente non è un singolo episodio, ma il forte senso di appartenenza che tutti noi abbiamo sviluppato nei confronti della scuola. Partendo dall’asilo, ancora oggi mi capita di dire con orgoglio che ero una “baby rossa” (colore della classe), e quando incontro vecchi compagni mi viene spontaneo ricordare il colore del loro grembiule prima ancora di qualsiasi altra cosa.

Alle superiori c’erano interrogazioni e verifiche, anche tante, ma la scuola era molto di più: le gite, le Canossiadi, il torneo di pallavolo, le testimonianze, le lezioni quelle belle, le attività svolte con altre classi e persino il primo ballo di fine anno, una tradizione che continua ancora oggi. Se devo pensare a un ricordo che racchiude tutti questi anni, penso all’ultimo giorno di scuola. Ricordo di essermi fermata un attimo, prima di bussare per l’ultima volta alla porta dell’ufficio della preside. Guardandomi indietro, con gli occhi lucidi ma sorridente, ho ripensato a tutto il percorso fatto, consapevole che si stava chiudendo un capitolo importante della mia vita.

Forse il segno più evidente di ciò che le Canossiane hanno rappresentato per me è che quel legame non si è mai interrotto. Ancora oggi, insieme ai miei ex compagni, torniamo a salutare i professori e a raccontare cosa stiamo facendo.

Facciamo il giro delle classi, incontriamo gli insegnanti e gli studenti di oggi, e guai a saltare un anno. Quando lo racconto ai miei amici mi guardano stupiti, ma per noi è del tutto naturale: le Canossiane non sono state semplicemente una scuola, sono state una parte importante della nostra storia.

Che percorso hai seguito dopo il diploma (università, formazione o lavoro) e in che modo la preparazione ricevuta alle Canossiane ti ha aiutato nelle tue scelte e nella tua carriera?

Dopo il diploma ho scelto di proseguire gli studi in Psicologia e oggi sto frequentando la scuola di specializzazione in Psicoterapia. Parallelamente, ho avviato il mio percorso professionale come consulente nell’ambito delle Risorse Umane. C’è chi potrebbe pensare che trascorrere sedici anni nello stesso ambiente significhi vivere una realtà protetta e limitata; per me, invece, è stato esattamente il contrario. I miei genitori non avrebbero potuto fare scelta migliore: se oggi riesco ad affrontare con sicurezza le sfide dello studio, del lavoro e della vita, è anche perché alle Canossiane ho raccolto strumenti preziosi, che oggi porto con me nella mia “cassetta degli attrezzi” personale e professionale. Durante il mio percorso, i professori mi hanno aiutata a valorizzare i miei punti di forza, a coltivare le mie passioni e a lavorare sulle mie aree di miglioramento. Mi hanno sostenuta nelle scelte più importanti e insegnato a non arrendermi davanti alle difficoltà, ma ad affrontarle con impegno, determinazione e fiducia nelle mie capacità.

Ciò che però ha fatto davvero la differenza è stata l’attenzione alla persona. Ricordo che a volte una lezione si interrompeva perché in quel momento era più importante confrontarsi, ascoltarsi e parlare di ciò che stavamo vivendo. Non eravamo semplicemente numeri su un registro, ma persone con una storia, emozioni e bisogni.

Questo è il valore più grande che porto con me ancora oggi.

Cosa ti ha dato concretamente la scuola Canossa per la vita, dal punto di vista umano e formativo?

Come dicevo, le Canossiane non mi hanno trasmesso soltanto conoscenze e competenze, ma soprattutto mi hanno insegnato il valore della persona, un valore che porto tuttora nel mio lavoro e che guida le mie scelte. Mi hanno insegnato l’importanza delle relazioni. Ricordo ancora quando Madre M. Pina, al mattino, se ci vedeva con le cuffiette, ci chiamava per nome, perché conosceva davvero tutti gli studenti, e mi diceva: “Nicole, togliti le cuffiette e connettiti con il mondo”. È una frase semplice, ma che porto con me. Questo insegnamento, infatti, mi ha accompagnata anche all’università.

Ho cercato di vivere quel percorso non solo attraverso lo studio e gli esami, ma a 360 gradi: nelle relazioni, nelle esperienze e nelle opportunità. Penso che questo abbia avuto e continuerà ad avere un impatto significativo sulla mia carriera. Dal punto di vista dell’istruzione, le Canossiane mi hanno dato un metodo. Le conoscenze, il “cosa”, molte scuole sono in grado di trasmetterlo; ma per me è stato il “come” a fare la differenza. Questo mi ha permesso di arrivare all’università con basi solide, con gli strumenti giusti per affrontare anche le sfide più impegnative e, soprattutto, con la consapevolezza di poter contare sulle mie capacità.

Se oggi dovessi parlare a un giovane che sta scegliendo la scuola, perché gli consiglieresti le Canossiane di Como?

Consiglierei le Canossiane perché sono una scuola per la vita. Ne esci pronto ad affrontare l’università, dal punto di vista didattico ma soprattutto formativo. Quando finisci la scuola, porti con te un metodo, dei valori e una maggiore consapevolezza di te stesso. Sono strumenti che ti accompagnano nello studio, nel mondo del lavoro e nelle scelte che arrivano dopo.

E poi c’è un aspetto che per me conta moltissimo: sai che, anche dopo il diploma, potrai sempre tornarci. Per un confronto, un consiglio, un momento di difficoltà o semplicemente per fare un saluto.

Le porte del Canossa restano sempre aperte per ogni studente che è passato da lì.

Maurizio Marson

Ha conseguito la maturità scientifica ad indirizzo sportivo nel 2020. Oggi è osteopata e titolare del Centro Osteopatia Lariano.

Com’è stato il tuo percorso alle Canossiane di Como e quali ricordi o esperienze ti sono rimasti più impressi degli anni di scuola?

Il mio percorso alle Canossiane di Como è stato molto significativo, sia dal punto di vista scolastico sia da quello umano. Ho frequentato il Liceo Scientifico ad indirizzo  Sportivo e sono stati anni importanti per la mia crescita personale, durante i quali ho avuto modo di maturare, mettermi alla prova e comprendere meglio le mie passioni e i miei obiettivi per il futuro.

Tra i ricordi più belli porto sicuramente le gite scolastiche, occasioni preziose per condividere esperienze con compagni e insegnanti e rafforzare i legami all’interno della classe. Erano momenti che permettevano di uscire dalla routine quotidiana e di vivere esperienze formative diverse. Sono esperienze che ricordo ancora oggi con grande piacere.

Anche tutte le attività sportive hanno avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso.

Attraverso lo sport ho imparato valori importanti come il rispetto, la collaborazione, l’impegno e la capacità di affrontare le difficoltà senza arrendersi. Sono insegnamenti che ancora oggi ritrovo nella vita e nel lavoro.

Frequentare un liceo sportivo mi ha inoltre aiutato a comprendere l’importanza dell’equilibrio tra studio, attività fisica e crescita personale, un aspetto che considero ancora oggi fondamentale. Ho apprezzato molto anche la formazione umanistica ricevuta, che mi ha insegnato a comprendere meglio le persone, ad ascoltare e a sviluppare sensibilità ed empatia.

All’epoca forse non ne percepivo pienamente il valore, ma con il tempo ho compreso quanto queste competenze siano fondamentali.

Oggi rappresentano una delle eredità più importanti degli anni trascorsi alle Canossiane e influenzano quotidianamente il mio modo di lavorare e di relazionarmi con gli altri.

Che percorso hai seguito dopo il diploma e in che modo la preparazione ricevuta alle Canossiane ti ha aiutato nelle tue scelte e nella tua carriera?

Dopo il diploma ho scelto di intraprendere il percorso di studi in osteopatia, una professione che mi ha permesso di unire l’interesse per il corpo umano con l’attenzione al benessere della persona nella sua globalità. Fin dagli anni del liceo ero interessato alle materie scientifiche e al funzionamento del corpo umano, per questo l’osteopatia mi è sembrata una scelta naturale.

Al termine degli studi ho deciso di avviare una mia attività professionale e oggi sono titolare del Centro Osteopatia Lariano. Si tratta di un progetto che mi dà grandi soddisfazioni e che rappresenta il risultato di anni di studio, impegno e crescita personale.

Ripensando agli anni delle Canossiane, riconosco quanto la preparazione ricevuta sia stata importante per affrontare il percorso successivo. L’approccio scientifico del Liceo Sportivo mi ha fornito basi solide nelle discipline legate all’anatomia, alla fisiologia e al funzionamento del corpo umano, aiutandomi ad affrontare gli studi con maggiore consapevolezza e sicurezza.

Oltre alle competenze scolastiche, la scuola mi ha trasmesso valori come la responsabilità, la serietà e la capacità di lavorare con gli altri. Sono aspetti che hanno influenzato le mie scelte e che ancora oggi ritrovo quotidianamente nella mia attività professionale, sia nella gestione dello studio sia nel rapporto con i pazienti.

Cosa ti ha dato concretamente la scuola Canossa per la vita, dal punto di vista umano e formativo?

Dal punto di vista umano ho imparato l’importanza delle relazioni, dell’ascolto e del rispetto degli altri. Nel lavoro di osteopata entro ogni giorno in contatto con persone diverse, ciascuna con la propria storia e le proprie esigenze, e credo che questa attenzione verso il lato umano sia una delle eredità più preziose che porto con me dagli anni trascorsi alle Canossiane.

La capacità di ascoltare e comprendere chi si ha di fronte è fondamentale nella mia professione. Prima ancora dell’aspetto tecnico, è importante instaurare un rapporto di fiducia e mettere la persona al centro del percorso.

Dal punto di vista formativo, invece, ho acquisito un metodo di studio efficace e una mentalità orientata all’impegno e alla costanza. Ho imparato che i risultati si raggiungono attraverso il lavoro quotidiano e la determinazione. Sono strumenti che mi hanno permesso di affrontare con serenità il percorso successivo e di costruire la professione che svolgo oggi.

Le Canossiane mi hanno insegnato che la formazione non riguarda soltanto le competenze, ma anche i valori e il modo di relazionarsi con gli altri, aspetti che considero fondamentali nella vita e nel lavoro.

Se oggi dovessi parlare a un giovane che sta scegliendo la scuola, perché gli consiglieresti le Canossiane di Como?

Consiglierei le Canossiane di Como perché rappresentano un ambiente in cui non si cresce soltanto come studenti, ma anche come persone. Ho trovato una scuola capace di offrire un’ottima preparazione accademica e, allo stesso tempo, di valorizzare aspetti importanti come lo sport, la collaborazione, il rispetto e la crescita personale.

È una realtà che accompagna gli studenti nel loro percorso, aiutandoli a scoprire le proprie capacità e a costruire con maggiore consapevolezza il proprio futuro.

È un ambiente che valorizza sia le competenze sia i valori umani.

Credo che uno dei punti di forza della scuola sia proprio la capacità di seguire ogni studente nel suo percorso, aiutandolo a valorizzare i propri talenti e a sviluppare fiducia nelle proprie capacità.

Nel mio caso è stata una tappa importante che ha contribuito a portarmi verso la professione che svolgo oggi con soddisfazione. Guardando indietro, riconosco quanto gli anni trascorsi alle Canossiane abbiano influito sul mio percorso, fornendomi strumenti utili non solo per gli studi successivi, ma anche per affrontare le sfide della vita professionale.

Per questo motivo la consiglierei a chi cerca una scuola che sappia unire formazione, valori e attenzione alla persona, offrendo basi solide per il futuro sia dal punto di vista professionale sia da quello umano.

Gianfranco Eportentosi

Diplomato nel luglio 2017, è oggi Architetto Pianificatore Territoriale, iscritto all’Albo degli Architetti di Milano. Collabora con lo studio internazionale Arup e affianca all’attività professionale quella accademica presso il Politecnico di Milano.

Com’è stato il tuo percorso alle Canossiane di Como e quali ricordi o esperienze ti sono rimasti più impressi degli anni di scuola?

Ho frequentato le Canossiane dalla scuola dell’infanzia fino alla maturità, per questo le considero una seconda casa. Porto con me tanti ricordi: le amicizie nate tra i banchi, le gite scolastiche e il costante supporto delle Madri Canossiane. Un posto speciale lo occupa lo sport e, in particolare, le “Canossiadi”, una giornata che mi ha insegnato il valore dell’impegno, della collaborazione e del lavoro di squadra. Sono esperienze che hanno contribuito alla mia crescita e che ricordo ancora oggi con grande affetto.

Che percorso hai seguito dopo il diploma e in che modo la preparazione ricevuta alle Canossiane ti ha aiutato nelle tue scelte e nella tua carriera?

Dopo il diploma ho studiato Pianificazione Urbana e Territoriale al Politecnico di Milano. Terminati gli studi, ho iniziato a collaborare con uno studio di progettazione e oggi lavoro come

Architetto Pianificatore Territoriale, affiancando anche attività accademiche. Il Liceo Scientifico mi ha fornito una preparazione completa, sia tecnico-scientifica sia umanistica, che mi ha aiutato ad affrontare con metodo il percorso universitario e professionale. Questa formazione mi ha permesso di sviluppare una visione ampia e interdisciplinare, utile nel lavoro che svolgo ogni giorno.

Cosa ti ha dato concretamente la scuola Canossa per la vita, dal punto di vista umano e formativo?

Mi ha insegnato a sviluppare senso critico, autonomia di pensiero e rispetto per gli altri. Sono valori che oggi guidano le mie scelte personali e professionali. Oltre alla preparazione scolastica, porto con me insegnamenti che continuano a essere un punto di riferimento nella vita quotidiana e nel rapporto con le persone.

Se oggi dovessi parlare a un giovane che sta scegliendo la scuola, perché gli consiglieresti le Canossiane di Como?

Consiglierei le Canossiane per la qualità della formazione e per l’attenzione alla crescita della persona. È una scuola che offre solide competenze, ma soprattutto valori e relazioni che restano nel tempo. Sono molto riconoscente per ciò che ho ricevuto durante quegli anni e che ancora oggi porto con me nel lavoro e nella vita. Credo sia un ambiente capace di accompagnare gli studenti nel loro percorso di crescita, aiutandoli a costruire con consapevolezza il proprio futuro.

Francesca Santi

Ha affrontato la Maturità del Liceo Scientifico ad indirizzo Sportivo nell’anno 2022. Oggi è stagista nella divisione di Business Development di una banca italiana.

Com’è stato il tuo percorso alle Canossiane di Como e quali ricordi o esperienze ti sono rimasti più impressi degli anni di scuola?

Il percorso alle Canossiane di Como ha soddisfatto ogni mia aspettativa accademica e condiviso i miei valori. Il liceo ha saputo integrare e arricchire la formazione internazionale e pratica che avevo ricevuto all’estero, offrendomi quella dimensione umanistica, completa e a 360 gradi che ancora mi mancava. Di quegli anni conservo un ricordo affettuoso e grato dei miei insegnanti, a volte molto esigenti ma sempre preparati e disponibili, e di una scuola che per me è stata davvero magistra vitae: rigorosa nell’impostazione, ma con una dinamicità e vivacità che mi ha insegnato a pensare con la mia testa, ad affrontare le difficoltà e a comprendere meglio il mondo che mi circonda. Ricordo con entusiasmo anche le esperienze sportive, vere e proprie palestre di vita, e le lezioni di scienze, che hanno alimentato una passione che porto ancora con me.

Che percorso hai seguito dopo il diploma (università, formazione o lavoro) e in che modo la preparazione ricevuta alle Canossiane ti ha aiutato nelle tue scelte e nella tua carriera?

Dopo la maturità, ho proseguito con una laurea triennale all’Università Bocconi in BIEM (BSC International Economics and Management), e sono certa che la preparazione ricevuta alle Canossiane mi abbia fornito gran parte degli strumenti e delle competenze per accedervi e affrontarla con successo. Oggi lavoro per una Banca italiana come stagista nella divisione Business Development.

Se oggi dovessi parlare a un giovane che sta scegliendo la scuola, perché gli consiglieresti le Canossiane di Como?

Il mio consiglio ai giovani studenti è di scegliere una scuola capace di formare persone migliori, sia accademicamente che umanamente, perché questo può fare la differenza nel futuro. E le Canossiane per me è una di queste realtà.

Giorgia Miglio

Diplomata in Scienze umane nel 2015. Oggi è biologa nutrizionista.

Com’è stato il tuo percorso alle Canossiane di Como e quali ricordi o esperienze ti sono rimasti più impressi degli anni di scuola?

I cinque anni delle superiori li ricordo con molto piacere, sono stati anni di formazione e crescita. Ho avuto la fortuna di trovare professori che hanno lasciato un grande segno dentro di me e, nonostante gli 11 anni che mi distanziano dal

l’ultimo giorno di scuola, con alcuni prof ho ancora dei contatti e, quando mi capita di incontrarli per strada, faccio sempre in modo di fare un saluto.

Che percorso hai seguito dopo il diploma (università, formazione o lavoro) e in che modo la preparazione ricevuta alle Canossiane ti ha aiutato nelle tue scelte e nella tua carriera?

Dopo la maturità sono partita per un’esperienza come au pair (ragazza alla pari) in Irlanda per 10 mesi. Al mio rientro ho fatto il test di ammissione a Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Statale di Milano. Nel 2016 mi sono immatricolata e, dopo tre anni, ho conseguito la laurea triennale.

Durante il terzo anno ho partecipato al progetto Erasmus che mi ha portata per cinque mesi in Finlandia: meraviglioso. A seguire, dopo la laurea triennale, mi sono iscritta alla magistrale in Scienze dell’Alimentazione, questa volta a Firenze. 

Finita quella, mi sono preparata per l’esame di abilitazione alla professione di biologo, nel mentre frequentavo un master di specializzazione e facevo tirocinio volontario presso una struttura riabilitativa per disturbi della condotta alimentare (DCA).

Le Canossiane mi hanno sicuramente trasmesso l’importanza dell’impegno, della disciplina e della costanza per raggiungere i propri sogni e desideri. Nonostante la specializzazione più scientifica, ho fatto tesoro delle materie umanistiche e ad oggi mi sono utili e le sto approfondendo nel lavoro di équipe e nella relazione con i pazienti.

Cosa ti ha dato concretamente la scuola Canossa per la vita, dal punto di vista umano e formativo?

Mi ha accompagnata nella scoperta di quello che è diventato poi il mio lavoro. L’occhio attento dei professori, non solo al rendimento scolastico ma anche al benessere dello studente, è stato determinante.

Se oggi dovessi parlare a un giovane che sta scegliendo la scuola, perché gli consiglieresti le Canossiane di Como?

Sicuramente suggerirei le Canossiane perché è uno spazio sicuro e accogliente, dove non sei un numero ma una persona. Dove ci si interessa davvero a te. Gli spazi sono ordinati e curati e credo sia un aspetto essenziale per sentirsi bene in un ambiente scolastico.

🧡 Canossiane Como: una scuola che Ascolta, Accompagna e Accoglie.